Progetto UNICA
Uno strumento innovativo per valorizzare le molteplici competenze delle donne
Non una ricerca, o una semplice teorizzazione, ma un vero e proprio approccio scientifico finalizzato alla realizzazione di un software ed un modello di curriculum, in grado di evidenziare le competenze femminili. La scommessa è quella di fare emergere i saperi delle donne quali apprendimenti derivanti da contesti non formali, mantenendo la loro unicità e, soprattutto, certificarli. Uno strumento, quindi, che riesca a raccogliere informazioni aggregate e in evoluzione, distinguendosi così da altri strumenti di raccolta, più statici e frammentati, e rispetti l’unicità della persona.
L’evento pubblico, che ha visto la partecipazione di diversi soggetti istituzionali e del mondo del lavoro, è stata l’occasione per porre l’attenzione sull’esistenza di specificità femminili e per definire spunti per la sperimentazione.
“Le donne non ci sono. È questo uno degli alibi più diffusi per giustificare lascarsa presenza delle donne nel mondo della politica e in tutti i luoghi decisionali e di potere“, ha sostenuto la Consigliera di Parità, Francesca Bagni Cipriani. Per rendere visibili le donne e infrangere questa falsa convinzione, le Consigliere di Parità della Provincia di Roma e la Scuola IaD hanno messo in campo un progetto integrato di contrasto erimozione degli stereotipi culturali che sono la causa principale del fenomeno della discriminazione di genere che caratterizza negativamente il MDL della Provincia di Roma, sia in entrata che in uscita dal posto di lavoro. “Esiste in Italia un problema generale di valutazione e valorizzazione delle competenze, su cui poi si inserisce un cambio di rotta dell’elaborazione femminile, a partire dalla conferenza mondiale sulle donne di Pechino, con azioni di empowerment e di mainstreaming. I due filoni vengono così avanti in maniera parallela, attraverso il valore della competenza di genere”.
Tra i presenti, l’Assessore alle Politiche del Lavoro e Formazione, Massimiliano Smeriglio, che ha manifestato la disponibilità della Provincia a sperimentare il modello Unica, con la collaborazione dei Centri per l’Impiego, sottolineando la necessità di un coinvolgimento del mondo imprenditoriale e datoriale. “E’ importante elaborare strumenti innovativi in grado di aiutare le donne ad acquisire consapevolezza delle proprie competenze e a valorizzarle al meglio nel mercato del lavoro, ma parallelamente è necessario avviare dei percorsi di coinvolgimento delle imprese e delle associazioni, facendo conoscere e promuovendo questi strumenti così da renderli realmente operativi”, ha dichiarato l’assessore.
La centralità dell’individuo e della specificità della persone, è stata richiamata anche dalla Consigliera diParità, Daniela Belotti, riportando, tra l’altro, la sua esperienza aziendale.”Nel mondo del lavoro di oggi, caratterizzato dalla complessità, assistiamo a fenomeni apparentemente contraddittori: da un lato si parla di flessibilità delle risorse e dell’organizzazione e dall’altro di formalizzazione delle certificazioni e dei saperi; di globalizzazione e di personalizzazione dei prodotti/servizi; di competenze iperspecialistiche e di doti manageriali…“. “Di certo quel che è richiesto a tutti i soggetti, nessuno escluso, è di operare un forte change management con strumentazioni, personali ed organizzative, nuove. Per questa ragione riteniamo un’opportunità per le donne e per le aziende il nostro UNICA“.
Tra gli interventi istituzionali,fondamentali per gli sviluppi successivi del progetto, la Consigliera di parità della regione Lazio, Alida Castelli, che da tempo sostiene il progetto Unica. ” In un momento di crisi come questo, si tende a considerare i problemi delle donne secondari rispetto a quelli generali, senza considerare che la crisi può essere anche un’opportunità di trasformazione positiva. Questa non è solo una questione di parità, ma un’opportunità di creare valore, attraverso la valorizzazione delle competenze di genere“. La consigliera regionale, inoltre, ha introdotto l’intervento successivo di Ornella Guglielmino, della Direzione Assessorato Lavoro e Formazione della Regione Lazio che sta sperimentando il libretto formativo nel settore militare. Anche la dirigente della regione Lazio, richiamando l’importanza dell’intervento delle istituzioni per promuovere la crescita e l’occupazione, si è resa disponibile a sperimentare il progetto Unica.
A seguire gli interventi tecnici della dott.ssa Elena Zizioli e del prof. Aurelio Simone, ricercatrice e direttore della Scuola Iad, che hanno curato la realizzazione del software e che hanno illustrato la metodologia alla base del modello. Lo strumento, precisano, non è stato pensato esclusivamente per le donne, ma la sperimentazione di laboratorio ha fatto emergere capacità che statisticamente sono maggiormente in capo alle donne; si pensi alle capacità di relazione, di condivisione e messa in rete delle informazioni, alla capacità “multitasking”. Il Direttore della Scuola Iad ha tenuto soprattutto a sottolineare che l’iniziativa è stata importante perché ha permesso di certificare le competenze non formali e informali, abitualmente le grandi “escluse” dall’accademia e comunque dai percorsi scolastici tradizionali. Una scommessa, dunque, da affrontare per le politiche di formazione continua e di lifelong learning.
Le azioni fin qui agite avranno poi un loro naturale sviluppo:
- una sperimentazione del software del curriculum vitae da parte di soggetti attivi sul territorio;
- elaborazione dei dati raccolti attraverso la sperimentazione;
- messa in rete del bacino di competenze cui imprese, istituzioni, società civile, politica, associazioni potranno attingere per reperire le risorse più adatte.
La redazione del curriculum UNICA, che potrà avvalersi anche di un supporto cartaceo e/o informatico, rappresenterà uno strumento di messa in trasparenza delle competenze trasversali delle donne ed uno spazio di riflessione per far crescere la consapevolezza di ogni donna, lavoratrice e non, rispetto alle proprie potenzialità e competenze da offrire, non solo al mondo del lavoro ma alla società in genere.





